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CHIRURGIA REFRATTIVA

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La chirurgia refrattiva comprende gli interventi finalizzati a correggere difetti visivi come miopia, ipermetropia e astigmatismo, riducendo la dipendenza da occhiali e lenti a contatto.

Tra le tecniche utilizzate rientra la PRK, o cheratectomia fotorefrattiva, una procedura laser consolidata che modifica in modo controllato la curvatura della cornea per migliorare la messa a fuoco delle immagini sulla retina.

Il Dott. Samuele Gigliola, chirurgo oculista, segue il paziente dalla valutazione preliminare ai controlli successivi all’intervento, definendo un percorso personalizzato in base al difetto visivo e alle caratteristiche dell’occhio.

Che cos’è la PRK

La PRK è un intervento di chirurgia refrattiva eseguito mediante laser ad eccimeri.

Durante la procedura viene rimosso lo strato più superficiale della cornea, chiamato epitelio. Il laser interviene quindi sul tessuto corneale sottostante, rimodellandolo sulla base della correzione programmata.

Al termine viene applicata una lente a contatto terapeutica, che protegge la superficie dell’occhio durante la guarigione dell’epitelio.

A differenza di altre tecniche di chirurgia refrattiva, la PRK non prevede la creazione di un lembo corneale. La scelta della procedura deve comunque essere effettuata soltanto dopo un’accurata valutazione specialistica.

A chi può essere indicata

La PRK può essere presa in considerazione da pazienti che desiderano ridurre l’utilizzo di occhiali o lenti a contatto e presentano:

  • miopia;
  • ipermetropia;
  • astigmatismo;
  • una gradazione stabile nel tempo;
  • intolleranza o difficoltà nell’utilizzo delle lenti a contatto;
  • esigenze personali, sportive o professionali legate alla correzione visiva;
  • una differenza significativa di gradazione tra i due occhi, definita anisometropia.

Il desiderio di non utilizzare più gli occhiali non è però sufficiente per stabilire l’idoneità all’intervento. È necessario verificare che il difetto visivo, la cornea e la salute complessiva degli occhi siano compatibili con il trattamento.

La PRK ha l’obiettivo di ridurre la dipendenza dalla correzione ottica, ma non permette di garantire in ogni caso la completa eliminazione di occhiali o lenti.

La valutazione preoperatoria

Prima dell’intervento viene effettuata una visita approfondita per verificare l’idoneità del paziente e programmare correttamente il trattamento.

La valutazione può comprendere:

  • misurazione precisa del difetto visivo;
  • verifica della stabilità della gradazione;
  • studio della forma e della curvatura corneale;
  • misurazione dello spessore della cornea;
  • valutazione della superficie oculare e della lacrimazione;
  • misurazione della pressione oculare;
  • esame del cristallino, della retina e del nervo ottico;
  • analisi delle abitudini e delle esigenze visive del paziente.

È importante comunicare al medico eventuali patologie, terapie farmacologiche, precedenti interventi oculari e l’utilizzo abituale di lenti a contatto.

Quando la PRK può non essere indicata

L’intervento può non essere consigliato in presenza di condizioni che potrebbero compromettere la sicurezza o la qualità del risultato, tra cui:

  • difetto visivo ancora instabile;
  • cornea troppo sottile o con forma irregolare;
  • cheratocono o altre patologie corneali;
  • occhio secco significativo;
  • patologie oculari non controllate;
  • condizioni generali che possono interferire con la guarigione;
  • gravidanza o allattamento;
  • aspettative non compatibili con i risultati realisticamente ottenibili.

L’idoneità non dipende quindi soltanto dal numero di diottrie, ma dall’insieme delle caratteristiche oculari e cliniche del paziente.

Come si svolge l’intervento

Prima della procedura vengono instillate alcune gocce di anestetico locale sulla superficie dell’occhio. Il paziente rimane sveglio durante l’intervento e viene invitato a fissare una luce di riferimento.

Dopo la rimozione dell’epitelio corneale, il laser rimodella la cornea secondo i parametri stabiliti durante la valutazione preoperatoria.

L’erogazione del laser dura generalmente pochi secondi, anche se la procedura completa richiede un tempo maggiore per la preparazione, il trattamento e l’applicazione della lente terapeutica.

Durante l’azione del laser normalmente non si avverte dolore grazie all’anestesia locale. Nei giorni successivi, invece, possono comparire fastidio o dolore legati alla guarigione della superficie corneale.

La lente a contatto terapeutica

Al termine della PRK viene applicata una lente a contatto morbida con funzione protettiva.

La lente:

  • protegge la superficie corneale;
  • favorisce il comfort nei primi giorni;
  • accompagna la ricrescita dell’epitelio;
  • viene rimossa dal medico dopo aver verificato la guarigione.

La ricostituzione dell’epitelio avviene generalmente nell’arco di circa 3-5 giorni, ma i tempi possono variare da persona a persona. La lente non deve essere rimossa autonomamente.

Il recupero dopo la PRK

Nei primi giorni dopo l’intervento è possibile avvertire:

  • bruciore o irritazione;
  • lacrimazione;
  • sensazione di corpo estraneo;
  • sensibilità alla luce;
  • difficoltà a tenere gli occhi aperti;
  • visione sfocata o variabile;
  • dolore di intensità differente.

Gli occhiali da sole possono aiutare a ridurre il fastidio causato dalla luce.

La visione inizia generalmente a migliorare dopo la guarigione dell’epitelio. Un recupero visivo utile può richiedere circa una settimana, ma la nitidezza può continuare a cambiare e migliorare nelle settimane successive.

La stabilizzazione completa non è immediata e dipende dal difetto corretto, dalle caratteristiche della cornea e dalla risposta individuale alla guarigione.

Indicazioni dopo l’intervento

Dopo la PRK è importante seguire scrupolosamente le indicazioni ricevute e presentarsi ai controlli programmati.

Nei primi giorni può essere necessario:

  • utilizzare regolarmente i colliri prescritti;
  • non strofinare o toccare gli occhi;
  • evitare acqua, sapone e prodotti cosmetici a contatto con gli occhi;
  • sospendere temporaneamente sport, piscina e attività in ambienti polverosi;
  • utilizzare occhiali da sole all’esterno;
  • non guidare fino a quando la qualità visiva non lo consente;
  • limitare le attività visivamente impegnative secondo le indicazioni del medico.

Tempi e modalità di ripresa del lavoro, dello sport e della guida vengono stabiliti in base all’andamento del recupero.

Risultati e aspettative

L’obiettivo della chirurgia refrattiva è migliorare la visione senza correzione e ridurre la necessità di utilizzare occhiali o lenti a contatto.

Il risultato dipende da diversi fattori:

  • difetto visivo iniziale;
  • caratteristiche anatomiche della cornea;
  • stabilità della gradazione;
  • risposta individuale alla guarigione;
  • età del paziente;
  • presenza di altre condizioni oculari.

In alcuni casi può rimanere un difetto refrattivo residuo e può essere ancora necessario utilizzare gli occhiali in determinate attività.

La PRK non impedisce inoltre i cambiamenti della vista legati all’età. Con il passare degli anni può comparire la presbiopia, rendendo necessario l’utilizzo di occhiali per leggere anche dopo un intervento tecnicamente riuscito.

Prima dell’intervento vengono illustrati al paziente i benefici attesi, i limiti, le alternative disponibili e i possibili rischi.

Una visita specialistica permette di verificare se la PRK può essere indicata per correggere il difetto visivo e di programmare il trattamento sulla base delle caratteristiche individuali dell’occhio.

Prenota una valutazione per chirurgia refrattiva con il Dott. Samuele Gigliola.